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I Romani alle terme

Le terme per i Romani erano luogo di cura del proprio corpo ma soprattutto il luogo di attività sociale dove incontrare persone importanti e discutere di affari e politica.

Le terme erano veri e propri centri di aggregazione per uomini di condizione libera. Solitamente ci si recava alle thermae verso l’ora ottava e nona della giornata. Dopo aver corrisposto a uno schiavo incaricato il pagamento richiesto  si poteva accedere all'area della natatio, la piscina fredda del frigidarium.  Subito dopo si accedeva agli spogliatoi. Gli uomini indossavano una tunica corta e leggera, le donne sfoggiavano corte tunichette o bikini di cuoio.  Dagli spogliatoi si passava nella palestra, un ampio cortile che conteneva le attrezzature per alcuni giochi: gli uomini per lo più si esercitavano nella lotta, quasi nudi e dopo essersi unti con il ceroma, un olio misto a cera, e cosparsi di polvere per migliorare la presa contro l’avversario.

Le donne, invece, prediligevano il trochus, un gioco di corse e giravolte che consisteva nell’inseguire un cerchio di metallo con un bastoncino, oppure, si esercitavano a rinforzare le braccia sollevando pesi di pietra e piombo. Nelle palestre si praticavano anche altre attività, quali il pugilato, la scherma e i giochi con la pila, una palla piena di sabbia e piume.  Dopo l’esercizio fisico, il corpo veniva ripulito dal sudore e dalla polvere con uno strumento ricurvo lo strigile. Solo allora iniziava il vero e proprio percorso termale che consisteva nel passare dal laconicum per il bagno di sudore, al tepidarium, al calidarium e, infine, all’acqua fredda e ritemprante della natatio.  Nelle terme erano presenti anche locali dedicati ai massaggi, stanze dove acquistare accessori per l’igiene personale e piccoli spazi dedicati alla ristorazione.

Poiché la logica era quella della mens sana in corpore sano, alle terme vi si potevano trovare anche teatri e biblioteche con accesso a pagamento. All’esterno, passeggiando nei lunghi viali, si godeva della vista di fontane, sculture, musei e si poteva assistere a esibizioni di giocolieri, danzatori e mangiafuoco.

Il tutto terminava all’ora del tramonto.

I Romani alle Terme pt1

I Romani alle Terme pt2

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IL COMPLESSO TERMALE 

Il complesso termale si trova nella parte occidentale, lungo il limite nord-ovest dell’area scavata. Questa parte della villa è  stata oggetto di indagini archeologiche in tre distinte campagne di scavo nel 1997, 1998 e 1999 ma la zona era stata precedentemente esplorata anche durante lo scavo non stratigrafico del 1911-1914 condotto da Angelo Pasqui. Lo spazio occupato dalle sale termali dà l'impressione di essere eccessivamente grande rispetto alle dimensioni del blocco residenziale ma questa sproporzione diminuisce se ricordiamo che gli alloggi erano, senza dubbio, più estesi.

Tutta questa zona ha avuto un ampio periodo di occupazione e diverse fasi di costruzione che vanno dalla tarda Repubblica, alla tarda antichità fino al primo Medioevo. 

La costruzione del complesso termale, modificò in modo significativo tutto l’assetto della parte occidentale della villa. L’atrium con impluvium, che faceva parte del primo periodo di costruzione della villa, venne obliterato e sostituito, ad una quota più alta, dal frigidarium delle terme (vani 37, 38, 39, 40);  a sud furono edificati altri vani di servizio. Il complesso termale presenta in realtà due distinti nuclei appartenenti a periodi diversi. Il primo e  più antico complesso, probabilmente dell’età oraziana, era costruito in opus reticulatum e in laterizi ed era situato più a nord (stanze 32-34). 

Questo complesso confinava con la parete perimetrale occidentale della villa e  con la parete nord dell'atrio repubblicano che costituiva la parte originaria dell’abitazione; questo spazio, successivamente, fu suddiviso nelle stanze 38, 39, 40, a formare parte del secondo nucleo termale più recente. Il complesso antico era formato dal calidarium (stanza 33), frigidarium/ natatio (stanza 34), corridoio di servizio (stanza 32) e un  gruppo di sale (stanze 19-21), tutto protetto, sul lato ovest, da un portico (Area 35). 

In un periodo successivo, probabilmente tra la fine del I secolo dopo Cristo e l’inizio del secondo, fu creato un nuovo ed indipendente nucleo termale. Il precedente atrium repubblicano venne adattato a nuovo frigidarium. Vennero edificati nuovi edifici, collocati più a sud (stanze 43-49, 51, 53) tutti riscaldati e separati dal frigidarium da un insieme di stanze (41-42).

Laconicum/Vivarium: fa parte di questo complesso un imponente edificio ellissoidale  (stanza 53)  che tutt’oggi si presenta come la parte meglio conservata della villa.

Si tratta di un edificio a pianta ellittica con delle nicchie. Per lungo tempo questo edificio, forse anche per la sua forma, è stato interpretato come vivarium, vasca per l'allevamento dei pesci, in realtà, si tratta di un ambiente termale intensamente riscaldato, denominato laconicum, a cui si accedeva mediante una porta dalla stanza 49 che era, probabilmente, un ambiente di passaggio. La funzione di ambiente termale è dedotta dall’orientamento che è tale da permettere il godimento della massima esposizione al sole. L’edificio è stato infatti costruito in relazione ai punti cardinali: è protetto a nord (il lato più freddo) dalla presenza di altri edifici ma è completamente aperto sugli altri tre lati  al fine di sfruttare la massima esposizione al sole. Se fosse stato un vivarium, l'orientamento sarebbe stato sicuramente insignificante, ma, per un architetto intenzionato a ottenere risultati ottimali da una costruzione speciale, questo aspetto sarebbe stato fondamentale. La stanza presenta anche un corridoio ipogeo che va direttamente al centro di essa ed altro non è che l'area di servizio per il riscaldamento l'edificio stesso, secondo il sistema di ipocausto. Le nicchie rettangolari servivano a far circolare l'aria calda al livello superiore, trasmettendola alle pareti che così venivano riscaldate. È probabile che lo scopo principale dell'edificio fosse per le sudorazioni, ma è anche possibile che il piano inferiore fosse allagato di tanto in tanto, per creare una piscina riscaldata. In questo caso, tuttavia, non abbiamo alcuna traccia dei possibili metodi utilizzati per il riscaldamento diretto dell'acqua. Di solito, infatti, questi edifici intensamente riscaldati venivano alimentati con acqua fredda in quantità molto ridotte poiché veniva utilizzato solo per produrre vapore.

L’approvvigionamento idrico era assicurato da una serie di condotti in piombo provenienti da ovest. I bolli sulle fistulae plumbee, ciò che rimane cioè delle tubature, due dei quali recanti il nome di C. Iulius Priscus, uniti allo studio degli scavi, permettono di datare questo intervento in un periodo compreso tra l'età flavia (69-96 d.C.) e la prima metà del II sec. d.C.

Tra il  IV o al V secolo d.C. il complesso termale cominciò ad essere abbandonato e parte di quest’area fu utilizzata come luogo di sepoltura. In questo periodo probabilmente la zona faceva parte della possessio duas casas della quale permane traccia nel nome della chiesetta di S. Maria delle Case lungo la strada per Roccagiovine e che l’imperatore Costantino donò alla basilica romana dei SS. Marcellino e Pietro. La necropoli è stata datata tra la fine del III l’inizio del IV secolo D.C. Tra il VI e il IX secolo il complesso termale perse completamente la sua funzione originale, gli edifici furono abbandonati e la maggior parte dei resti vennero coperti dalla terra. Il materiale da costruzione fu saccheggiato. In questo periodo su questa zona si impiantò una comunità monastica la cui esistenza rimane nel locale toponimo per questa zona di Ville San Pietro.

Il complesso Termale pt1

Il complesso Termale pt2

Il complesso Termale pt3

Il complesso Termale pt4

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I mosaici delle terme

Dalle terme provengono sia parti di mosaici con tessere semplici bianche e nere che frammenti a pasta vitrea presenti un un pannello. Il pannello ha un fondo blu decorato con cerchi fatti di tessere smaltate nere, blu luminoso e verde in cui sono stati inserite delle stelle a sei punti concave. Negli altri spazi si trovano piccoli motivi a croce composte da 5 tessere color arancio. La curvatura esclude la sua locazione in una nicchia che fa propendere per una decorazione di una superficie muraria, ma abbiamo perso la possibilità di capire da dove provenisse questa decorazione. Frammenti simili furono ritrovati nel sito delle terme all’inizio del 1970, pertanto si ritiene che fosse quello il sito originario di provenienza di questo pannello.

Alcuni materiali sono simili (le tessere smaltate blu e verdi), ma si trovano anche conchiglie, tessere blu scure, verde chiaro, gialli, ocra e rosse. Questi frammenti si dice che furono trovati in un luogo non meglio identificato e definito ‘ terme’ a nord del frigidarium,  ma non nel sito specifico del frigidarium stesso, pertanto secondo alcuni studiosi, tali frammenti sarebbero semplicemente stati portati qui da altre stanze. I colori e la presenza di conchiglie,  fanno pensare al complesso termale della villa. La perdita del contesto archeologico di riferimento ci spinge a dare una datazione solo molto generica, tra tardo primo secolo e primo secondo secolo d.C.

I mosaici delle Terme

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