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La Villa

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QUINTO ORAZIO FLACCO

Quinto Orazio Flacco  nasce l'8 dicembre del 65 a. C. a Venosa, parte dell’antica Apulia (oggi Basilicata).

Figlio di un liberto, si trasferisce a Roma con il padre, crescendo in buone condizioni economiche, tanto

da potersi permettere studi regolari sotto la guida del grammatico Orbilio.

A circa vent’anni Orazio si reca ad Atene, dove studia la filosofia e la lingua greca, e grazie a Cratippo di Pergamo conosce la scuola epicurea, alla quale, pur rimanendone affascinato, non aderisce. Di ritorno a Roma prende parte alla guerra civile,  dopo la morte di Cesare, tra i seguaci di Bruto, in difesa della repubblica contro la tirannide e nel 42 a.C. partecipa alla battaglia di Filippi finita con la disfatta dei repubblicani.

Si trova dunque costretto a lasciare l'Italia, per  poi farne ritorno  nel  41 a.C., usufruendo di un' amnistia. 

Al ritorno  lo attende una vita dura sul piano economico, per via del fatto che le proprietà del padre erano state confiscate. Accetta pertanto l’incarico di segretario di questore. Proprio questo difficile periodo, tuttavia, lo vede dar inizio alla sua produzione di versi, grazie ai quali conquista rapidamente notorietà.

Nel 41 a.C. dà inizio alla stesura delle sue "Satire" e  grazie a Virgilio e Vario viene presentato a Mecenate nel 38 a.C., che dopo solo qualche mese, colpito dal talento di Orazio, lo accoglie nel suo prestigioso circolo: è l’avvenimento che segna l’inizio di una carriera dedicata in maniera esclusiva alla letteratura. Tra il 35 e il 33 a.C. vede la pubblicazione  il primo libro delle "Satire” dedicato a Mecenate: qui viene elaborato per la prima volta l’ideale del giusto mezzo, la ricerca di una misura che non gli impedisca di godersi la vita e che lo tenga al riparo dagli eccessi a cui si abbandona la società contemporanea.

Nel 33 a.C. Mecenate gli fa dono di un piccolo possedimento in Sabina (nel territorio che attualmente fa parte del Comune di Licenza, in provincia di Roma), grazie al quale Orazio ha la possibilità di coronare il suo sogno di ritirarsi dal caos della vita cittadina, seguendo l’ideale epicureo. Nel 30 a.C. scrive  gli "Epodi" e il secondo libro delle "Satire" ; gli anni che vanno dal 23  al 17 a.C. vedono il poeta impegnato nella stesura di vari componimenti come le celebri  “Odi “, divise in tre libri, da cui è tratto il ben noto detto Carpe Diem (cogli l’attimo) e le “Epistole” che racchiudono due libri di cui il primo dedicato a Mecenate.

Gli anni successivi lo vedono impegnato a sostegno dell'imperatore Augusto. Lo dimostrano alcune "Odi" e, soprattutto, il "Carmen Saeculare", del 17 a.C. e composto in occasione dei Ludi Saeculares. Nel 13 a.C. scrive  quindici componimenti che costituiscono il quarto libro delle "Odi" e il secondo libro delle "Epistole", dove si trova anche la celebre epistola ai Pisoni, passata alla storia anche come "Ars Poetica" che, nelle epoche successive, sarà preso a modello per tutti.

Orazio muore all'età di cinquantasette anni il 27 novembre dell'8 a.C. a Roma.

La vita di Orazio pt1

La vita di Orazio pt2

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viale quadriportico sx dalla casa (2)

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viale quadriportico dx dalla casa (2)

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SENTIERO VERSO IL FONDO VILLA (1)

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SENTIERO ENTRANDO A SINISTRA (1)

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SCALE ENTRATA2 (1)

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SCALE ENTRATA (1)

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Riferimenti letterari

Orazio ci  descrive il luogo dove era ubicata  la villa che l'amico Mecenate gli donò tra il 33 e il 32 a.c. perché si voleva rifugiare in un luogo tranquillo lontano dalla città di Roma.

Tali riferimenti si trovano nelle Epistole I, 16  vv 1-16:

  “Per evitare che tu mi domandi, impagabile Quinzio, del mio fondo, se è  il seminato a sostenermi o le sue olive a rendermi ricco, più che i frutteti, i pascoli o le viti che rivestono gli olmi, ti descriverò lungamente l’aspetto e il luogo della mia campagna.

Montagne ininterrotte, tagliate in due dall’ombra di una valle, che al suo sorgere il sole illumina sul fianco destro e al tramonto col suo carro veloce nella bruna riscalda sul sinistro: un clima da sognare.”

Altra breve descrizione si riscontra  nelle Satire II,6  vv 1-5

Questo il mio desiderio :  un pezzo di terra non tanto grande, dove ci fossero un orto e vicino a casa una fonte d'acqua perenne con qualche albero che la sovrasti”

La villa, ai piedi dei monti Lucretili, era costituita da un insieme di edifici, una parte era dedicata alla residenza e al giardino, un’altra comprendeva il settore termale  e una proprietà agricola . Qui il poeta  poteva meditare e praticare l’otium che per lui  era la sola via che conduce alla felicità.  Per gli antichi romani, infatti, l’ otium era il tempo dedicato alle attività fisiche, artistiche e ludiche e si contrappone al negotium il “non-ozio” cioè gli affari e gli incarichi pubblici. 

La grandezza del poeta viene celebrata da fonti iconografiche, Raffaello, infatti, lo rappresenta nel quadro Parnaso  che si trova  nella Stanza della Segnatura dei Musei Vaticani . L’opera raffigura il monte Parnaso con Apollo coronato di alloro, circondato dalle Muse ed intorno sono collocati poeti antichi e moderni, tra cui Orazio.

Riferimenti Letterari

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